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lunedì 15 luglio 2013

IL FANTASMA DELL'OPERA di GASTON LEROUX

In estate, per lungo tempo, spesso sulle reti private trasmettevano film horror a buon mercato. Qualche volta, molto raramente, pure qualche classico.
Classico? Possiamo utilizzare questo termine per il genere? Dopotutto il cinema dell'orrore è come quello pornografico, no? La gente vuole sangue e frattaglie, è roba sostanzialmente per ragazzini e ragazzine non cresciuti/e.
Non concordo affatto. Ogni genere ha il suo vertice, la sua opera che usa le regole per dire e fare altro. Una storia quando è buona, funziona, non ha importanza quale che sia la sua origine. Perchè attraverso le storie legate al fantastico e al macabro ci avviciniamo alle radici delle nostre fobie, dei nostri pregiudizi, facciamo i conti con la parte nascosta e che non ci piace presentare ai nostri futuri suoceri.

Quello che mi piace del genere horror è proprio il mostrare il lato oscuro della luna, il rovescio della medaglia, smontare le nostre certezze circa cosa sia il bene,le cose giuste.

Il Fantasma dell'Opera è un libro scritto nel 1910 da un ex avvocato arrivato al  giornalismo giudiziario e poi sportivo. Un uomo che scopre la sua passione per la scrittura, come tanti di noi, e diventa autore di popolarissimi Felleuiton, cioè le storie popolari,per le masse, nobile attività che è alla base dell'espandersi tra il popolo di un immaginario collettivo assai forte, composto da avventure,melodramma e così via.

Romanzo che si presenta sotto le mentite spoglie di un resoconto di cronaca, (bisnonno di tutte quelle "basato su una storia vera",che da anni trionfano sugli schermi nostrani), ambientato durante il periodo del regno di Napoleone III è una splendida ,tragica, commovente , storia d'amore. Con elementi gotici e spaventosi, ma in sostanza io la vedo come una bellissima e struggente saga di cuori spezzati,amori impossibili, destino cinico e baro.

La prima parte è forse la migliore, quella più dinamica , con i siparietti comici ai danni dei nuovi direttori che non credono affatto all'esistenza del Fantasma, l'incidente alle corde vocali che danneggia la voce a una soprano rinomata ,l'incidente mortale nella sala del teatro.




                                     Gaston Leroux - Le Fantôme de l'Opéra.jpg


Comprendi di trovarti di fronte a un capolavoro, a un classico,quando la lettura non è schiava di un preciso momento storico o , in alternativa, quando i personaggi vanno oltre ai limiti temporali dell'opera.

Ecco, questo capita secondo me in questo libro.

Non è difficile per noi , ( quel noi è rivolto a me eh?), identificarci in Eric. Simbolo di una mostruosità celata nelle oscurità di una solitudine cattiva, non voluta ,ma subita per via della sua diversità,. Il viso sfigurato che lo rende impresentabile, la sua furia devastatrice, il suo odio incontrollabile, la sua venerazione per la musica e quel rapporto bellissimo tra lui e Christine, dove luce ed ombra si sciolgono insieme per creare un sentimento controverso di orrore e pietà. E poi c'è Raoul, il nobile che soffre perchè la società vede malissimo un matrimonio tra uno dal sangue blu e una cantante.

Così mentre tu leggi di inseguimenti,languide parole e promesse d'amore, scopri che non è cambiato molto da allora.
I normali, la gente dabbene, la borghesia , i sani, schifano e ostacolano la felicità di chi per un motivo e l'altro non è loro pari.

Divisioni e pregiudizi resistono sempre e a lungo, ne crolla qualcuno solo perchè alla fine fa comodo alle classe dirigente e dominatrice,ma gli Eric di questo mondo riceveranno sempre il disprezzo e l'odio degli altri e loro , obbligatoriamente, non potranno che ricambiare.

Ecco il valore sociale di questa opera mi pare non sia mai stato ben analizzato, si presta attenzione all'intreccio, all'arte artigianale di creare grandi passioni e scontri . Ma quanto ci dice di noi e dei nostri limiti? Quante volte ci siamo sentiti come il grande Signore dei Cunicoli? Quante volte le nostre diversità sono state da ostacolo nei rapporti con gli altri? Magari arriviamo anche a vergognarci di esse,come se la massa di presunti normali abbia qualcosa di sano da donarci.

Io amo profondamente questo personaggio, che a mio avviso rimane forte e vivido anche quando la storia mostra i segni del tempo.

Penso che sia un ottimo regalo,una sana eredità da lasciare ai giovani, con lo scopo di far amare a loro il genere horror, e sopratutto farli ragionare sull'enorme potenzialità che ha la scrittura popolare.

Perchè Eric non è un mostro,ma uno come noi caduto in disgrazia.

ps: tantissime sono le versione cinematografiche , alcune orribili e altre splendide. Quale la vostra versione preferita? Quale la peggiore?

mercoledì 3 luglio 2013

JOYLAND di STEPHEN KING

Come si può spiegare l'amore? Come puoi far partecipare altra gente alla tua festa di gioia e commozione ogni volta che esce il libro di uno scrittore tanto importante per te?
Ogni libro e ogni autore è un compagno, (si sono tutti dannatamente bolscevichi anche a loro insaputa , i capitalisti al massimo possono pubblicare 50 sfumature eh),di avventure, un maestro che ti dona insegnamenti, un amico che conosce ogni tuo stupido desiderio e che ti protegge dai tempi cattivi che prima o poi arriveranno nella tua vita.
Ritorni bambino,come quando credevi a quella festa ..come si chiamava? Dai quella che poi la cosa importante era mangiare il panettone e ricevere regali..Una cosa tipo : "Natale" tipo.
Insomma torni ad aspettare il tuo regalo,ma roba che ne parli mesi prima a tutti eh?Non vedi l'ora di gettarti in quella realtà parallela dove ci sono :mostri,eroi guasconi,belle fanciulle eccetera eccetera.
Il potere dell'immaginazione, il potere divino di creare vite e mondi,il grande potere di saper usare questo: ; (il dannato punto virgola!)
Si,dai è veramente roba da bolscevichi il creare cose nuove abbattendo il vecchiume del conformismo,dei personaggi stereotipati senza anima,fare a pezzi le perle di saggezza dei Volo di questo mondo.

Quindi capirete anche voi in che stato io fossi, pria di accalappiar sifatto libello!



                                                          



Ho letto critiche entusiastiche da parte di moltissime bloggers che peraltro stimo parecchio,ho letto sopratutto recensioni positive da parte del pubblico femminile,mi pare interessante questo dato di fatto,che il buon zio Stevie sia diventato D. Steele?

Bè, fatto sta che pur non essendo un capolavoro,pur avendo dei punti meno felici e cadute di tono,questo libro possiede una sua forza ,una sua urgenza, che a me ha conquistato. Sai quei prodotti che procedono tranquillamente,se la prendono comoda,e nel frattempo ti fai un giro in compagnia di personaggi ben scritti ,che ti par di conoscere,scambi per veri. Seppure legati al classico stereotipo del genere

Questo libro vive in bilico tra buona prova letteraria e la possibilità di cannare in pieno. Non soffrendo di labirintite ,diciamo che si salva con una piena sufficienza
Perchè le parti che ci commuovono, che ci fanno riflettere,sono di più rispetto a un pre -finale un po' loffio, (lo scontro finale con il cattivo), certe banalità, (il giovine che fa sesso con la madre del piccolo malato e condannato a morte prematura),perchè poi si avverte una malinconia concreta. Non creata artificialmente per vivere sulla carta,ma molto probabilmente sentita da King stesso, che con questo romanzo saluta la sua parte  rimasta giovane.
Tu puoi continuare tutta la vita a fare il giovane,ma appunto :lo fai. Non lo sei. Si è giovani solo per alcune brevissime stagioni,poi diventi un coglione, un buffone,un patetico e ridicolo idiota. Invecchia, che è naturale cazzo!
Questo romanzo ti fa vivere la triste consapevolezza che le cose finiscano,che le belle cose - stranamente.- hanno l'abitudine di finire prima. E di rimanere immortali,seppure con tante zone morte, nel nostro pensiero.
L'età dei sogni,delle speranze,del farò questo e quello, insomma : ascoltati Gli Anni di Max Pezzali ed è tutto lì. Non fare lo schizzinoso o la schizzinosa,che conosco gente la quale stra parla di grande cinema menzionando Renny Harlin o Tony Scott eh!
Così entri subito in sintonia con Devin,uno qualunque che per tutto il libro si comporta da uno qualunque
Ecco questo è il potere di King: Realismo. Si,cari miei :fanculo il realismo,e bla bla bla. Il grande cinema e la grande letteratura del fantastico assume maggior rilevanza e potere se ancorata in situazioni di massimo realismo,altrimenti va...C'è la Magica Bula con i maghetti,elfetti e robe simili,ma vabbè...

Devin possiamo essere noi. Abbiamo tutti conosciuto una tizia che si è presa gioco di noi, (questo è tipico per noi maschi che siamo portati a essere romantici,fedeli,seri in fatto di relazioni eh....ghghghgg mi aspetto la furia delle femministe ^_^), tutti abbiamo fatto lavori stagionali, (e grazie al cazzo,siamo precari!),e conosciuto sul posto di lavoro gente fantastica e colossali figli di puttana.
Ecco il libro diventa importante per questo suo essere sinceramente crepuscolare. Non importa tanto la parte magica o il "giallo",ma gli incontri che Devin fa, le lontananze, la morte del tuo migliore amico,la vecchiaia del padre,l'ultimo saluto a un ragazzino.
Il mondo del luna park diventa così la metafora della vita ,con i suoi divertimenti  superficiali,ma che ci danno tanta gioia e la tristezza implacabile quando tutto finisce.

Non è un capolavoro e qualche detrattore saputo ce lo ricorderà, (lo so perchè io sono il presidente onorario dei Detrattori Saputi),ma se non vi intestardite nel cercare a tutti i costi l'orrore,vi rimarrà una piacevolissima storia di amicizia,amore,vita. Quella reale,concreta,quotidiana,normale. E lo ripeto: la normalità è una stupefacente officina di grandissime storie .

Ringrazio lo zio Stevie per Devin,Mike,Tom,Annie,Ed e l'ocio ocio a Lane....Godetevi questo libro,ne vale la pena

posto una bella recensione della mia amica Flavia

http://comeunafenice.wordpress.com/2013/06/23/joyland-stephen-king/

e la recensione della mia amica Francesca
http://www.scenecontemporanee.it/libri/vetrina-joyland-633

mercoledì 24 aprile 2013

PET SEMATARY di STEPHEN KING

Il tema della morte  e di quello che ci capiterà dopo è il tema portante del genere umano. Siamo spaventati da questo mistero, tanto che inventiamo religioni e dei affinchè si possa razionalizzare la nostra paura trovando rassicuranti risposte . Ci attende il paradiso per i buoni e l'inferno per i cattivi,qualcuno ti assicura 70 vergini,altri che rivivrai tante vite diverse,ma se ci fate caso sono simpatiche storie da raccontare ai bambini quando hanno paura del buio e sentono qualcosa che respira forte e minaccioso, (spesso è papà che passa troppo tempo su youporn),è proprio il culto della morte,l'ultimo viaggio,la cosa che accomuna seppure secondo tradizioni diverse l'umanità dalla notte dei tempi.
Esiste dolore più forte e incontrollabile della perdita di un nostro caro,amico,anche del cane o del gatto,perchè no?Non li vedremo più, non parleremo più con loro,e le risate,i giorni dolci della nostra primavera giovanile e quelli caldi del nostro autunno anziano,sono smarriti nel grande inverno della morte.
Diciamo:è scomparso.Proprio per questo motivo. Si dissolve,piano piano l'oblio ci farà scordare il viso,la voce,fino a quando toccherà a noi.
Deve essere terribile quello che avviene prima:la vecchiaia,perdere pezzi di vita lentamente , giorno dopo giorno,e morire da soli.Nel silenzio assordante della nostra solitudine.
Per questo il tema del ritorno dalla tomba a nuova vita è abusatissimo in campo letterario. Non so nemmeno contarli tutti quei racconti e romanzi che affrontano questo aspetto del genere spesso horror.Ce ne sono parecchi di dozzinali e altri davvero ben fatti. Questo romanzo di King ovviamente si trova nella seconda categoria.
Dedicherò allo scrittore uno speciale tutto per sè, ma nel frattempo vi posso dire che rileggere a così tanta distanza di tempo dalla prima lettura, questo romanzo guadagna tantissimo.Si perchè diciamolo: non è che tutti i nostri miti di gioventù resistano al tempo. Ti ritrovi talora a dire: ma che minchiate mi guardavo,ascoltavo,leggevo da ragazzino?Con questo libro non capita, anzi proprio l'età che si avvicina ai quaranta e che segna il passaggio definitivo dalle illusioni e leggerezze infantili e giovanili,verso la fine dei nostri giorni ti rende questa storia ancora più importante e commovente. Comprendiamo meglio certi passaggi e ci soffermiamo maggiormente sulle scelte di Louis,capendo anche il non detto e celato che si trova tra le righe e non solo il lato orrorifico della faccenda.
La famiglia Creed è una famiglia normale. Gente comune,sai quella che incontri tutti i giorni . I tuoi vicini di casa,i tuoi parenti,possono essere i tuoi amici o te.Se guardi bene non hanno doti particolari,ma sembrano sereni. Padre,madre,figlia,bambino piccolo e gatto.Ne conoscerai così un'infinità. Sono le ossa del paese,la maggioranza silenziosa e laboriosa,potremmo definirli piccoli borghesi,ma sta di fatto che sono la fetta grande della torta,non necessariamente la più golosa e invitante,ma lo sono.
Si sono trasferiti a Ludlow perchè il capo famiglia, Louis, deve prender posto come medico all'università del paese. Una vita tranquilla li attende e dopotutto cosa hanno fatto di male,per ricevere tanto dolore?Niente. Ecco questo punto, te lo avevi colto anche da ragazzino,d'altronde essendo occhialuto sei decisamente più profondo e intelligente del resto della banda,ma sai era sfuggente. Ora invece ti colpisce con il massimo della sua pesantezza. Non c'è una precisa colpa per decretare la rovina e scomparsa di gente normale,e quello che accade dopo è solo la naturale fine di tanto accanimento.
 I Creed fanno amicizia con i vicini di casa Jud e Norma. Classica coppia di brave persone di una certa età.
Un giorno l'anziano porterà l'allegra famiglia a far una scampagnata lungo i sentieri che partono dal giardino della famiglia di Louis.
Qui scopriranno un cimitero per gli animali,fatto dai bambini del posto.Primo passo lungo i sentieri della morte,primo vero contatto con essa. Di seguito ,il dottore si troverà a tentare di salvare la vita a Victor Pankow,uno studente investito da un camion.Non ci riuscirà,ma la sera lo spirito del giovane metterà all'erta Louis a non attraversare mai la barriera di alberi che divide il cimitero degli animali da quello degli indiani Micmac.
Purtroppo la morte del gatto sarà l'inizio di una serie di tragedie che colpirà la famiglia e i vicini. Culminante nella splendida,bellissima,straziante,dolorosissima,seconda parte.

Qui King zittisce i tanti e le tante che lo criticano considerandolo uno scrittore non eccelso di storielle horror,vorrei vedere quale scrittore mediocre saprebbe mai descrivere così intensamente la morte e scomparsa di un figlio.Sono pagine fitte ,fittissime di intensissimo dolore. Non se ne esce,ogni parola e immagine arriva dritto al cuore. E ci scuote,ci fa rabbrividire,ci commuove e sgomenta.Louis che sogna di afferrare il figlio giusto in tempo prima che il camion lo travolga,la crisi di pianto di Rachel al ristorante,la rissa con il suocero,pagine di sconvolgente bellezza letteraria,che con un tono drammatico,ma mai melodrammatico spiegano che razza d'inferno possa essere una perdita simile.
Non scherza questo libro,si tu lo leggi aspettando il momento in cui le forze del male si scateneranno e ciò avviene regolarmente, è pur sempre un libro horror,ma alla fine.Prima per oltre trecento pagine conosci i Creed e i Crandal,li conosci bene , perchè la loro tragica fine ti travolga,ti faccia dire: "no!Non è giusto!".Un libro poco americano,non trovi quella fiducia e speranza tipica degli yankee e meno male,che so un po ' coglioni d'altronde con le loro cazzate sul sogno americano,la vita è meravigliosa,la forza del singolo,non c'è nulla di tutto questo quando tuo figlio muore e ti senti in colpa.
La colpa appunto:Louis ne paga le conseguenze, non vuole che sua figlia soffra per la scomparsa del gatto e poi vuoi giocare a dio e riportare in vita tuo figlio Gage. Ma chi non avrebbe fatto lo stesso?Un libro pessimista,crudele,che ci tortura,eppure umanissimo. C'è una dolente tenerezza,come se anche lo scrittore inventando questa storia fosse coinvolto emotivamente,volesse aiutare i Creed ma può solo vederli scomparire.
Un libro di genere che affronta il tema della morte con assoluta serietà e partecipazione emotiva,implacabile nella condanna delle debolezze umane,ma anche tenero e amaro allo stesso tempo nel descrivere l'autolesionismo umano e la sua natura debole ,in balìa delle forze del destino.

E poi quando l'orrore scoppia ed ha le fattezze di un bambino di due anni e del suo gatto,tornati come creature infernali  e omicide , gli spaventi sono assicurati. Perchè rimane un infante,ma allo stesso tempo è un mostro.

Libro perfetto sotto ogni punto di vista,una lettura per me obbligatoria.





questa l'analisi sul film tratto dal romanzo

http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2013/04/il-gioco-di-gagespeciale-cimitero.html

sabato 15 dicembre 2012

L'INCUBO DI HILL HOUSE di SHIRLEY JACKSON

Da dove cominciare?Quando si parla o si scrive di un libro,quanto contano le nozioni sul perchè e il per come quella scrittrice abbia donato la sua storia a noi lettori. Davvero vi importa leggere di date, di informazioni sui simbolismi,su che tempo c'era  e quale nevrosi e debolezza abbia portato alla luce un libro, (non credo che una persona forte sappia scrivere, cioè..Si tanti bei best sellers, tante cose che fanno contenti i direttori di banca, poi? Prendi la Woolf e Poe e il solitario di Providence e capirai quello che ti dico. La differenza è tra chi scrive e chi fa Letteratura,parliamo di quello e non auto pubblicazione e editoria), quale visioni abbia una mente fertile di immaginazione? Oppure è qualcosa di intimo tra voi e quelle pagine ,allora è meglio essere onesti e parlare solo di questo: sentimenti.Un bel casino, perchè scadiamo nell'autobiografismo e non credo che agli altri interessi delle nostre beghe e perchè vuoi un eccesso di lirismo o di pudore e si sputtana il tutto. No,però a me ste cose non interessano. Quello del blogger non è altro e diverso a quello che sono, NON SARA' mai un mestiere.MAI. Ci sono qua io che ti racconto perchè mi è piaciuto questo libro e questo film, il commento è fatto apposta sia per adularmi che per mettere le tue idee. Di persone, esseri umani.Si, è vero che io avendo la testa pienissima di storie sono portato a pubblicarle pure sul mio blog,ma non mi reputo uno scrittore. Ho una certa sensibilità, una certa attitudine e poi,in poche parole :vivo nel mio fottutissimo mondo. Mi impegno pure a essere razionale e come gli altri, ci tento con vigore e forza.Il Davide della politica, quello che vorrei essere, ma poi sono un occhialuto con tanti difetti,molte fantasie,e scatti d'ira, risate allegre e sincere, generosità e odio ,sono questo qui e queste sono le mie considerazioni sul libro della Jackson. Ne ho sentito parlare a lungo,molto a lungo. Uno dei miei scrittori preferiti, (Stephen King), lo cita spesso. Però ero convinto che fossero quelle cose andate perse nel tempo e nella memoria, poi una mia amica -Lucia, che è sempre la stessa eh. Diciamo che le ultime grandi scoperte le devo a lei- mi ha detto che è stampato dalla Adelphi. Sono andato in libreria,ordinato e letto.
Cosa significa scrivere storie dell'orrore,del mistero, dell'ignoto? Cioè, è solo genere? Con le sue regole, i suoi stremizi, ( spaventi), calcolati, una cosa da luna park tipo William Castle? Non ci vedo nulla di male, sapete?Uno decide di fare i soldi e sai che violenza e sesso sono i modi più facili. Quando vedo un horror,io ad esempio ridacchio satanico quando nei film di Dario Argento l'assassino ammazza qualcuno, altre volte invece mi viene voglia di salvarli quei poveracci di sventurati. Ma il genere scatena quelle cose che dormono e che noi non vogliamo far svegliare. Vittime e carnefici siamo. Non è che io sia sempre buono o sempre cattivo. Dipende. L'orrore è anche la più potente metafora posta a risposta della domanda:Perchè? Si,ogni tanto capita da queste parti che uno prenda e compi una strage. Vengono scoperti delitti atroci,violenze inaudite,giovani vite distrutte. Perchè?Il genere ci rassicura: sono demoni ,altro di noi.Balle, potremmo essere la vittima legata in cantina,come quello che lega. Potremmo.
Questo libro a mio avviso è certamente una grandiosa,potente,forte ,meravigliosa ,ghost story e tra le migliori sulle case maledette,ma non è solo questo. Ci dice tanto, tantissimo sulle persone, le relazioni, la tristissima condizione di vivere Nudi la propria vita
Per nudi intendo senza ipocrisie, senza la forza dell'auto controllo,senza la mediocrità che è la migliore medicina per vivere.
E così arriviamo a Eleonor. Dolce,amabile, Eleonor Vance. La cosa che mi ha spaventato e fatto male non è tanto la parte sui fantasmi, sul mistero di quelle presenza,ma le ultime pagine quando Nelly si lascia andare a fantasie su Theodora e Luke, quando sola e senza difese si abbandona a sogni di convivenza con l'altra donna e delira teneramente su di una vita comune impossibile. Fa male, malissimo, quando ti crei un mondo con un'altra persona e quella non ti vuole. Non so di chi sia la colpa, non lo so. Però fa malissimo. Alcuni si chiudono in sè, si esercitano a vivere una solitudine che prima o poi diventa abitudine, certo a volte prepotente torna la voglia di amare qualcuno e non parlo di rapporti di coppia ,ma anche di un'amicizia ,di avere una buona amica e buon amico. Attimi tremendi, poi ci si riprende e si continua a vivere. Anche con una forza che molte persone fortunate non avranno mai. Non sapranno mai cosa significhi guadagnarsi ogni piccolo saluto,curare un rapporto con serietà e paura di vederselo scappare come sabbia tra le dita, perchè noi che possiamo dare? Che vita abbiamo vissuto? Abbiamo vissuto ? Eleonor è questo. E le ultime pagine, quando a piedi nel sentiero fantastica su Luke e Theodora che camminando dietro lei ,la stanno pensando...Per me sono durissime. Si,guarda qualsiasi altro uomo ci scivola sopra e anche molte donne suppongo,io no.Mi incazzo, vorrei dire a Eleonor: quei due sono amanti e si stanno appartando e RIDONO DI TE,cretina! Però la comprendo, talora magari anche la derisione e l'umiliazione son pure attestati di interesse no? E insomma io di una storia di fantasmi ho visto una tragica storia di follia e solitudine femminile, in questo caso , e una lucida spietata analisi dei rapporti interpersonali. Chi salviamo di queste persone che si mettono in testa alla cazzo di cane di sfidare cose che nemmeno loro conoscono?Però anche : chi condanniamo?
Una pagina li ami e l'altra li mandi a fanculo. Sono così vivi, umani...E vabbè, vabbè,la pianto..Volete sapere dei fantasmi, no?
Hill House è una lussuosa villa che domina dall'alto di una collina una piccola cittadina americana. Ha fama di essere popolata da oscure presenze e quindi attira l'attenzione di un professore universitario , il quale sogna di avere fama e gloria nell'ambiente pubblicando un libro sul mistero della casa maledetta. L'uomo cerca degli aiutanti. Ne trova alla fine di una lunga ricerca tre :Luke, che sarebbe il padrone di casa anche se ella appartiene alla zia, Theodora, risoluta e forte con apparenti qualità telepatiche, ed Eleonor Vance, la quale da bambina è stata protagonista di un caso di poltergeist.
Una volta giunti nella villa i rapporti tra le persone si faranno complessi e complicati,talora tesi. In particolare tra i tre aiutanti e specialmente tra Theodora, ipocrita e tagliente in alcuni casi , ed Eleonor.
A peggiorar la situazione, oltre ad eventi paranormali, la presenza della moglie del professore e di Arthur un imbecille fascistoide che a me par tanto l'amante della moglie del povero universitario
Sono persone fragili,vanagloriose,odiose, tenere,hanno difetti evidenti e solo sconfitte davanti a loro.La casa come simbolo della crude indifferenza beffarda della vita che ci illude,spaventa,elimina.
Questo è quello che mi ha dato l'opera della Jackson, sono forse solo stupidaggini, sono idee personali e tutto il resto,non importa
Importa solo che voi lo leggiate.

Esistono due versioni cinematografiche:Gli Invasati,scriverò pomeriggio o domani la recensione, è pure un remake orribile che dio ce ne scampi.Il film in bianco e nero di Wise ve lo suggerisco.