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mercoledì 30 settembre 2015

CRONACA FAMILIARE di VASCO PRATOLINI

Non c'è nulla di più difficile, complesso, complicato, che scrivere di sentimenti. Di sentimenti e persone comune, nella loro vita comune. Si tende a pensare che la vita quotidiana, le persone "normali", siano argomenti tediosi e insulsi. Da detestare. Per questo meglio parlare di eroi, di meravigliose avventure, dissetano l'anima dei lettori, afflitti da una vita logora, fatta di occasioni sprecate, lavoro, precarietà professionale e sentimentale. Come dar torto a costoro? Nondimeno, a me piacciono le storie dei mediocri, adoro l'epica del "passami il sale", amo la grande narrativa fantasy del "oggi in ufficio..."  Perché noi siamo romanzo e cinema. Noi e le nostre vite, tutte, sono arte e spettacolo.
Talora qualcuno reputa che il realismo sia legato a un pensiero politico ben preciso. E che un grande romanziere debba affrontare le dinamiche sociali più che perdersi nei meandri dell'esistenzialismo.
Parlaci di operai in sciopero, di partigiani, non di un muratore innamorato o di questi due fratelli e della loro  tragica esistenza.
Chiaro che molti non abbiano compreso, all'epoca, la bellezza assoluta, umana e politica, di codesto capolavoro firmato da Pratolini.


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In questo romanzo autobiografico Pratolini mette in scena la tragedia di lui bimbo, rimasto orfano troppo presto e quindi impossibilitato a rammentare per bene la madre, e quella di suo fratello minore: Dante. Costui viene affidato a un nobile inglese che lo alleva nell'agio, nelle buone maniere, in una vita decente, rispetto a quella dignitosissima, ma assai proletaria che Vasco vive a casa della nonna.
Ci vengono narrati i loro incontri in casa del nobile, del morboso affetto possessivo del maggiordomo nei confronti di Dante, che viene ribattezzato Ferruccio poiché il primo nome par troppo grezzo,delle differenze di classe che vivono e sperimentano sulla loro pelle. Di come crescendo, uno si trovi impreparato a vivere. Non sa fare nulla, non riesce a tenersi un lavoro, si sposa e ha una figlia con una donna assolutamente sbagliata,e come l'altro fratello si impegni per diventare scrittore.
Una Firenze poco da cartolina, ma sempre bellissima è lo sfondo che vede protagonisti i due fratelli.
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C'è tantissima malinconia e dolcezza in questo romanzo. Malinconia perché la vita non è buonissima con nessuno dei protagonisti, ma è sopratutto la tenerezza quella che rimane in testa. Oggi ne abbiamo vergogna e repulso solo a pensarla. Viene vista come debolezza o ipocrisia. Il cinismo è l'alibi migliore per i coglioni. Qui invece non ci si vergogna di metter in pagina l'amore. Forte, violento, anche difficile, che vivono i due fratelli. Anche l'impotenza amarissima per non esser in grado di salvare qualcuno che amiamo, anche le debolezze e gli egoismi, ma sempre con quella tenerezza che è in sostanza capacità di comprendere gli altri. Empatia.
Ci si commuove per la scampagnata fuori città fatta dai due fratelli con la nonna, la cura che la donna mette nel vestirsi, nonostante gli anni e i problemi, come tributo ai due amatissimi nipoti, come un ultimo giro sulla giostra della gioia. Ecco queste cose sono le tanto deprecabili persone comuni. Per questo le amo tantissimo. Sanno regalarti momenti intensi, riflessioni alte e dolorose anche se non te l'aspetti.
Non tanto il populismo che le trasforma in oche ululanti, in ignoranti da combattimento, ma la delicata malinconia e la fragile gioia che hanno, che vivono quotidianamente.

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Ogni pagina di questo libro ci riguarda Impone una seria riflessione su quanto siamo in grado di amare un nostro simile, ci commuove per la fragilità insensata della vita, che riempiamo grazie ai legami affettuosi e alla voglia di evolverci. Un libro disperato, tumultuoso nel suo essere profondamente famigliare, graffiante nel suo rimpianto che non ci lascerà mai.
Una di quelle letture indimenticabili, di cui abbiamo sempre bisogno.

martedì 17 giugno 2014

VICTOR HUGO L'UOMO CHE RIDE

Come è possibile scrivere una recensione decente di un tal sublime capolavoro?Come poter dire qualcosa di sensato o interessante? Impossibile. Dovrei possedere una tale cultura  e non scrivere in edicola, mentre aspetto o servo i clienti,ma è l'unico momento che mi posso prender per scrivere.

Gwynplaine. che personaggio a dir poco straordinario e memorabile! E con quale cura, con quanto amore Hugo ce lo descrive, ci fa entrare nella sua vita, nei suoi pensieri. La forza di un grande autore, ( che scriva libri, faccia film o canti nei dischi);  è quella di saper alterare la realtà del lettore o spettatore. Fino a quando stai leggendo quel libro, tu sei dentro quel libro e i personaggi che leggi sono Veri, Reali, percepisci ogni loro debolezza, ogni loro gioia e cadi e risorgi con loro.

Questo capita leggendo L'Uomo Che Ride. Ambientato in Inghilterra, sul finire del 1600 e con ancora aperte le ferite della rivoluzione e della repubblica volute da Cromwell, il romanzo si sofferma in modo particolare sulle condizioni di vita dei miserabili,del popolo, alternandolo a quella dei nobili e dei regnanti. Da una parte vite di stenti , crimini, di forte disagio e splendente , tenerissima amore.( Il terzetto Ursus, Gwynplaine e Dea, ad esempio), e dall'altra gli intrighi di corte, le disgrazie che colpiscono , ( tra i nobili), quelli che per un certo periodo hanno creduto nella repubblica e in una certa democrazia e dall'altra chi si reputa superiore agli altri, gode nel sottometterli, passa la vita a ordire complotti, in poche parole già elementi seminali della lotta di classe.




Perché le vicissitudini umane di Gwynplaine fanno parte di un contesto socio-politico e di un tempo storico ben definito. Mi piace questa idea di Hugo , che lega i personaggi alla loro epoca specificando benissimo le leggi e le ingiustizie di quel periodo. Di modo di evitare ogni patema d'animo per il povero protagonista senza avvertire prepotente la rabbia contro un sistema di nobili parassiti e sfruttatori.
Gente talmente orribile da sfigurare un bambino , per ordine del re, reo di esser figlio di un uomo che preferisce l'esilio piuttosto che rinnegare un passato che per altri è motivo di imbarazzo.




Tanto è fondamentale l'epoca dei fatti e la sua adesione al destino dei protagonisti che Hugo si prende metà romanzo prima di presentarci il suo protagonista. Perchè si senta ancora più forte l'ineluttabile destino,la condanna meschina, portata da uomini tanto perfidi quanto potenti ai danni di questo povero sventurato. Costretto a un eterno sorriso, a un'allegria tanto evidente quanto specchio deforme che impedisce a Gwynplaine di mostrarsi come davvero sente.

Che felice intuizione narrativa questa, perchè mostra come spesso il popolo, le persone , siano costrette a una felicità di pura apparenza, nascondendo invece una profondissima tristezza. Dovuta non solo al vissuto personale,ma anche al peso del contesto sociale. Anzi, si spinge ancora più avanti: noi siamo il risultato delle regole volute da chi comanda.
In epoche in cui non serviva dire : siamo la gente , il potere ci temono !



Così la vita del piccolo Gwynplaine , abbandonato sulla costa inglese da un gruppo di disperati e delinquenti, il ritrovamento della piccola Dea, il rifugio che Ursus - personaggio mitico di imbonitore da fiera e filosofo-darà ad entrambi, la strana famiglia che comporranno, sono soggiogate dal furore dei tempi di restaurazione monarchica.
L'uomo che ride è un libro meraviglioso perché ricco di colpi di scena, di personaggi memorabili,ma non basta solo questo.
Quello che rende il libro un classico imperdibile è l'amore che Victor Hugo mette in tutti i suoi personaggi
Anche quelli secondari, penso agli sventurati sulla nave ad esempio, hanno un loro peso e massima attenzione da parte dello scrittore, che dona a loro spessore,consistenza,anche se in poche pagine,ma tali da farci sentire la crudeltà della loro morte, della loro fine, ci spinge a commuoverci , ricordandoci che non sono soli i Protagonisti,quelli per cui valga la pena arrivare alla fine di un romanzo,ma anche chi  fa da contorno. Perchè la storia è sì dei grandi condottieri,ma anche degli anonimi che vengono travolti loro malgrado

venerdì 28 marzo 2014

LA COLLINA DEI CONIGLI di RICHARD ADAMS

Ci sono libri che è quasi un obbligo morale lasciar in eredità. Perchè , al di là del genere o dell'importanza. hanno degli insegnamenti, anche rudimentali e basilari,  utili per le nuove generazioni.
E se non cominci ad educare i tuoi figli al Giusto, al Bello, alla generosità e difesa del collettivismo, della purezza dei sentimenti, da piccoli, hai voglia poi ! Cosa ti lamenti?

Questo libro secondo me dovrebbe essere un regalo da dare ai propri figli. Quando da bambini cominciano a comprendere, seppure un po' confusi , che esista un mondo oltre la famiglia e che in esso loro debbano perdersi e ritrovarsi.

La collina dei conigli

Il libro racconta la storia di una colonia di conigli costretti ad abbandonare la loro conigliera , poichè una terribile minaccia si sta abbattendo su di essa.
La notizia non viene presa sul serio e in considerazioni da molti di essi,perchè Quintilio, il coniglio che avvisa i suoi compagni dell'imminente disastro, non ha prove concrete,ma si basa sulle sue visioni. Nondimeno alcuni conigli suggestionati da questi racconti apocalittici si mettono in moto alla ricerca di un migliore rifugio. I conigli vivranno avventure meravigliose, supereranno mille pericoli e faranno incontri con altre specie all'insegna della solidarietà e collaborazione.
Quindi si potrebbe pensare a un libro per bambini, o al massimo ragazzini, perchè commettereste un grosso errore.
O meglio, certo , il libro - per detta dello stesso autore- è nato come storia da narrare alle figlie dallo stesso Adams,ma ha tanti sotto testi e chiavi di letture. Come ogni libro o prodotto di finzione dovrebbe fare. Perchè a me piace che al pubblico arrivino non solo intrattenimento e disimpegno,ma anche riflessioni,messaggi, stimoli per pensare .

Cosa che succede con questo ottimo romanzo. Il coniglio,animale da sempre visto come codardo, diviene simbolo dell'umanità minuscola,quella non nata per azioni eroiche , la gente cosi detta normale ,ma questa è solo una delle possibili chiavi di lettura.
Così come Efraria è un po' il simbolo dei totalitarismi,della forza bruta, della disciplina di stato sopra le libertà individuali. Cosa che io reputo giusta,ma si sa : agli imperialisti e colonialisti piace tanto parlare di libertà individuali, non impegnano molto.
 Ed è proprio questo trovare mille interpretazioni, la bellezza assoluta di una prosa chiara,ma non semplicistica o eccessivamente smielata, il senso di profonda unione, solidarietà tra simili e non solo,l'elogio all'impegno,alla tenacia, all'appartenenza, che rendono questa opera fondamentale. Qui tutti hanno il loro lato "positivo", qualcosa che li renda integrati in un disegno più grande, dove tutti hanno la loro importanza.
Persino i cattivissimi efrariani, non sono tratteggiati come macchine di morte sanguinarie e basta, ma hanno sfumature e contraddizioni che li rendono personaggi completi, per quanto legati a una rappresentazione legata a un genere e un'idea di narrazione,comunque  indirizzata verso i più giovani.

Tutti i personaggi di questo meraviglioso romanzo,rimarranno impressi vita natural durante per tutti i lettori e lettrici. Da Parruccone, l'indomito coniglio appartenente al corpo militare dell' Ausla, fino a  Mirtillo,Argento, Dente di Leone, e sopratutto Moscardo, il protagonista del romanzo, saranno vostri preziosi compagni di scorribande e sarà impossibile non affezionarsi ad essi.

Una curiosità è senza ombra di dubbio quella che lega codesta storia al mondo della musica,come riporta wikipedia

  • Il gruppo musicale Post-hardcore/Crust punk inglese Fall of Efrafa dichiara di basarsi completamente sul romanzo di Adams. Sia il nome del gruppo, che i nomi dei tre album (Owsla, Elil e Inlè), che i testi delle canzoni sono mutuati da una interpretazione animalista e atea del romanzo di Adams.
  • Il gruppo Hardcore punk statunitense Bigwig deve il proprio nome ad uno dei conigli presenti nella storia, l'omonimo Bigwig, Parruccone nella versione italiana. La seconda traccia del loro album d'esordio Unmerry Melodies si apre proprio con un brano tratto dal film d'animazione.
  • Il gruppo power metal italiano Trick or Treat nel 2012 ha pubblicato il concept album Rabbits' Hill pt. 1, basato sul romanzo.
  • Il gruppo Black metal El-Ahrairah oltre a prendere il suo nome da un leggendario coniglio di cui si parla nel romanzo, basa una buona parte dei propri testi sul libro di Adams.

Da non dimenticare inoltre il film del 1978- la serie tv invece da noi non è mai giunta.

La collina dei conigli.jpg

Questa è la mia recensione


http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2013/01/la-collina-dei-conigli-di-martin-rosen.html


Vi consiglio di leggere il bellissimo libro e di vedere il film,meritano!

martedì 27 agosto 2013

LA SIGNORA DALLOWAY VIRGINIA WOOLF

Difficile, se non impossibile. Come fai a spiegare alla gente un libro di Virginia? Dovresti trovare parole abbastanza importanti per descrivere le sensazioni che si prova durante la lettura delle opere della celebre scrittrice inglese.
Non è solo letteratura, non è una cosa tipo: "ehi,ho letto un bellissimo libro" Perchè non si leggono i libri di Virginia,ma si vivono. E non sono vite semplici, accomodanti, c'è tanta sofferenza . Forse troppa per un uomo solo,che passa parte della sua vita rapito dalle sue parole, dalla sua presenza.

Incontri. E niente altro. Questa è la nostra vita Capitano mentre pensiamo ad altro, mentre siamo persi in altre direzioni,e loro arrivano. Una amica che ti parla di una scrittrice,ad esempio. O tu che leggi  un libro dove si cita un romanzo come questo. E così ti ritrovi in piena meraviglia,perchè noi che abbiamo disordinate e insolenti anime sensibili abbiamo sempre bisogno di emozioni, di esser sconvolti,così lontani dal mondo materiale,perchè non ne capiamo le ipocrisie,gli interessi, i compromessi.
In fin dei conti sono del tutto pleonastico per questi tempi, mica ci capisco tanto dei ritmi,dell'idea che la gente ha dell'amore e delle amicizia. I sentimenti chiari,netti,precisi, sian essi positivi o negativi mi par siano scomparsi. Meglio un surrogato di vita, la rappresentazione del sentimento e dell'umanità
Per questo Virginia Woolf è così distante e di difficile comprensione per tante e tanti,ed è per questo che in giro non trovo una scrittrice capace di parlarti della vita come faceva lei
Come avrei bisogno io, che affogo nella brianza produttiva con le sue sciure esageratamente truccate,volgari, eh si :volgarità e sciatteria umana . Ne vedo anche troppa.

Questo libro parla della signora Dalloway sposata con un politico conservatore , di Sally una sua amica di gioventù e forse anche amore forte di quel periodo particolare e incontrollabile della nostra vita, di Peter irrequieto,tormentato,innamorato di Clarissa che torna dopo tanto tempo dall'India, di Lucrezia giovane italiana sposata a un soldato inglese. Straniera in terra straniera, sola e abbandonata, devastata da tanto amore per un uomo perso. Septimius, personaggio tragico , impazzito in guerra come tanti e troppi figli del popolo ,per la gloria dei grassi borghesi e delle loro parole ,intrallazzi.
E poi arrivano pagine come quella dove viene descritta la piccola ,goffa,acida, signora Kliman, la sua relazione con la bella e fortunata Elisabeth. Basta la descrizione di un pomeriggio qualsiasi,sorseggiando tè in un esclusivo bar inglese,per sentire tutto il peso di una vita dolorosa e la paura e la certezza di aver perso una persona per sempre.
Sono queste cose che fanno la differenza fra scrittori e gente come Virginia. Questa sua capacità di mettere in una riga il dolore secco e preciso di tutta una vita. Non una parola in più o in meno.

Non è un libro che uno possa prendere alla leggera, o da cominciare tanto per riempire tempo.
Insomma è Letteratura, capisci? Oggi ci va bene un po' tutto. Siamo pieni di best sellers e cose deprimenti. Siamo abituati a pensare a essa ,come al cinema,meramente in termini di soldi e industriali. Ci dicono che siamo stupidi e allora toh,beccati 50 sfumature

Io però non lo sono: stupido. E pretendo la Letteratura, cose che mi sconvolgano e mi facciano migliorare.

Come questo libro,come Virginia Woolf sa fare

mercoledì 24 aprile 2013

PET SEMATARY di STEPHEN KING

Il tema della morte  e di quello che ci capiterà dopo è il tema portante del genere umano. Siamo spaventati da questo mistero, tanto che inventiamo religioni e dei affinchè si possa razionalizzare la nostra paura trovando rassicuranti risposte . Ci attende il paradiso per i buoni e l'inferno per i cattivi,qualcuno ti assicura 70 vergini,altri che rivivrai tante vite diverse,ma se ci fate caso sono simpatiche storie da raccontare ai bambini quando hanno paura del buio e sentono qualcosa che respira forte e minaccioso, (spesso è papà che passa troppo tempo su youporn),è proprio il culto della morte,l'ultimo viaggio,la cosa che accomuna seppure secondo tradizioni diverse l'umanità dalla notte dei tempi.
Esiste dolore più forte e incontrollabile della perdita di un nostro caro,amico,anche del cane o del gatto,perchè no?Non li vedremo più, non parleremo più con loro,e le risate,i giorni dolci della nostra primavera giovanile e quelli caldi del nostro autunno anziano,sono smarriti nel grande inverno della morte.
Diciamo:è scomparso.Proprio per questo motivo. Si dissolve,piano piano l'oblio ci farà scordare il viso,la voce,fino a quando toccherà a noi.
Deve essere terribile quello che avviene prima:la vecchiaia,perdere pezzi di vita lentamente , giorno dopo giorno,e morire da soli.Nel silenzio assordante della nostra solitudine.
Per questo il tema del ritorno dalla tomba a nuova vita è abusatissimo in campo letterario. Non so nemmeno contarli tutti quei racconti e romanzi che affrontano questo aspetto del genere spesso horror.Ce ne sono parecchi di dozzinali e altri davvero ben fatti. Questo romanzo di King ovviamente si trova nella seconda categoria.
Dedicherò allo scrittore uno speciale tutto per sè, ma nel frattempo vi posso dire che rileggere a così tanta distanza di tempo dalla prima lettura, questo romanzo guadagna tantissimo.Si perchè diciamolo: non è che tutti i nostri miti di gioventù resistano al tempo. Ti ritrovi talora a dire: ma che minchiate mi guardavo,ascoltavo,leggevo da ragazzino?Con questo libro non capita, anzi proprio l'età che si avvicina ai quaranta e che segna il passaggio definitivo dalle illusioni e leggerezze infantili e giovanili,verso la fine dei nostri giorni ti rende questa storia ancora più importante e commovente. Comprendiamo meglio certi passaggi e ci soffermiamo maggiormente sulle scelte di Louis,capendo anche il non detto e celato che si trova tra le righe e non solo il lato orrorifico della faccenda.
La famiglia Creed è una famiglia normale. Gente comune,sai quella che incontri tutti i giorni . I tuoi vicini di casa,i tuoi parenti,possono essere i tuoi amici o te.Se guardi bene non hanno doti particolari,ma sembrano sereni. Padre,madre,figlia,bambino piccolo e gatto.Ne conoscerai così un'infinità. Sono le ossa del paese,la maggioranza silenziosa e laboriosa,potremmo definirli piccoli borghesi,ma sta di fatto che sono la fetta grande della torta,non necessariamente la più golosa e invitante,ma lo sono.
Si sono trasferiti a Ludlow perchè il capo famiglia, Louis, deve prender posto come medico all'università del paese. Una vita tranquilla li attende e dopotutto cosa hanno fatto di male,per ricevere tanto dolore?Niente. Ecco questo punto, te lo avevi colto anche da ragazzino,d'altronde essendo occhialuto sei decisamente più profondo e intelligente del resto della banda,ma sai era sfuggente. Ora invece ti colpisce con il massimo della sua pesantezza. Non c'è una precisa colpa per decretare la rovina e scomparsa di gente normale,e quello che accade dopo è solo la naturale fine di tanto accanimento.
 I Creed fanno amicizia con i vicini di casa Jud e Norma. Classica coppia di brave persone di una certa età.
Un giorno l'anziano porterà l'allegra famiglia a far una scampagnata lungo i sentieri che partono dal giardino della famiglia di Louis.
Qui scopriranno un cimitero per gli animali,fatto dai bambini del posto.Primo passo lungo i sentieri della morte,primo vero contatto con essa. Di seguito ,il dottore si troverà a tentare di salvare la vita a Victor Pankow,uno studente investito da un camion.Non ci riuscirà,ma la sera lo spirito del giovane metterà all'erta Louis a non attraversare mai la barriera di alberi che divide il cimitero degli animali da quello degli indiani Micmac.
Purtroppo la morte del gatto sarà l'inizio di una serie di tragedie che colpirà la famiglia e i vicini. Culminante nella splendida,bellissima,straziante,dolorosissima,seconda parte.

Qui King zittisce i tanti e le tante che lo criticano considerandolo uno scrittore non eccelso di storielle horror,vorrei vedere quale scrittore mediocre saprebbe mai descrivere così intensamente la morte e scomparsa di un figlio.Sono pagine fitte ,fittissime di intensissimo dolore. Non se ne esce,ogni parola e immagine arriva dritto al cuore. E ci scuote,ci fa rabbrividire,ci commuove e sgomenta.Louis che sogna di afferrare il figlio giusto in tempo prima che il camion lo travolga,la crisi di pianto di Rachel al ristorante,la rissa con il suocero,pagine di sconvolgente bellezza letteraria,che con un tono drammatico,ma mai melodrammatico spiegano che razza d'inferno possa essere una perdita simile.
Non scherza questo libro,si tu lo leggi aspettando il momento in cui le forze del male si scateneranno e ciò avviene regolarmente, è pur sempre un libro horror,ma alla fine.Prima per oltre trecento pagine conosci i Creed e i Crandal,li conosci bene , perchè la loro tragica fine ti travolga,ti faccia dire: "no!Non è giusto!".Un libro poco americano,non trovi quella fiducia e speranza tipica degli yankee e meno male,che so un po ' coglioni d'altronde con le loro cazzate sul sogno americano,la vita è meravigliosa,la forza del singolo,non c'è nulla di tutto questo quando tuo figlio muore e ti senti in colpa.
La colpa appunto:Louis ne paga le conseguenze, non vuole che sua figlia soffra per la scomparsa del gatto e poi vuoi giocare a dio e riportare in vita tuo figlio Gage. Ma chi non avrebbe fatto lo stesso?Un libro pessimista,crudele,che ci tortura,eppure umanissimo. C'è una dolente tenerezza,come se anche lo scrittore inventando questa storia fosse coinvolto emotivamente,volesse aiutare i Creed ma può solo vederli scomparire.
Un libro di genere che affronta il tema della morte con assoluta serietà e partecipazione emotiva,implacabile nella condanna delle debolezze umane,ma anche tenero e amaro allo stesso tempo nel descrivere l'autolesionismo umano e la sua natura debole ,in balìa delle forze del destino.

E poi quando l'orrore scoppia ed ha le fattezze di un bambino di due anni e del suo gatto,tornati come creature infernali  e omicide , gli spaventi sono assicurati. Perchè rimane un infante,ma allo stesso tempo è un mostro.

Libro perfetto sotto ogni punto di vista,una lettura per me obbligatoria.





questa l'analisi sul film tratto dal romanzo

http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2013/04/il-gioco-di-gagespeciale-cimitero.html

sabato 15 dicembre 2012

L'INCUBO DI HILL HOUSE di SHIRLEY JACKSON

Da dove cominciare?Quando si parla o si scrive di un libro,quanto contano le nozioni sul perchè e il per come quella scrittrice abbia donato la sua storia a noi lettori. Davvero vi importa leggere di date, di informazioni sui simbolismi,su che tempo c'era  e quale nevrosi e debolezza abbia portato alla luce un libro, (non credo che una persona forte sappia scrivere, cioè..Si tanti bei best sellers, tante cose che fanno contenti i direttori di banca, poi? Prendi la Woolf e Poe e il solitario di Providence e capirai quello che ti dico. La differenza è tra chi scrive e chi fa Letteratura,parliamo di quello e non auto pubblicazione e editoria), quale visioni abbia una mente fertile di immaginazione? Oppure è qualcosa di intimo tra voi e quelle pagine ,allora è meglio essere onesti e parlare solo di questo: sentimenti.Un bel casino, perchè scadiamo nell'autobiografismo e non credo che agli altri interessi delle nostre beghe e perchè vuoi un eccesso di lirismo o di pudore e si sputtana il tutto. No,però a me ste cose non interessano. Quello del blogger non è altro e diverso a quello che sono, NON SARA' mai un mestiere.MAI. Ci sono qua io che ti racconto perchè mi è piaciuto questo libro e questo film, il commento è fatto apposta sia per adularmi che per mettere le tue idee. Di persone, esseri umani.Si, è vero che io avendo la testa pienissima di storie sono portato a pubblicarle pure sul mio blog,ma non mi reputo uno scrittore. Ho una certa sensibilità, una certa attitudine e poi,in poche parole :vivo nel mio fottutissimo mondo. Mi impegno pure a essere razionale e come gli altri, ci tento con vigore e forza.Il Davide della politica, quello che vorrei essere, ma poi sono un occhialuto con tanti difetti,molte fantasie,e scatti d'ira, risate allegre e sincere, generosità e odio ,sono questo qui e queste sono le mie considerazioni sul libro della Jackson. Ne ho sentito parlare a lungo,molto a lungo. Uno dei miei scrittori preferiti, (Stephen King), lo cita spesso. Però ero convinto che fossero quelle cose andate perse nel tempo e nella memoria, poi una mia amica -Lucia, che è sempre la stessa eh. Diciamo che le ultime grandi scoperte le devo a lei- mi ha detto che è stampato dalla Adelphi. Sono andato in libreria,ordinato e letto.
Cosa significa scrivere storie dell'orrore,del mistero, dell'ignoto? Cioè, è solo genere? Con le sue regole, i suoi stremizi, ( spaventi), calcolati, una cosa da luna park tipo William Castle? Non ci vedo nulla di male, sapete?Uno decide di fare i soldi e sai che violenza e sesso sono i modi più facili. Quando vedo un horror,io ad esempio ridacchio satanico quando nei film di Dario Argento l'assassino ammazza qualcuno, altre volte invece mi viene voglia di salvarli quei poveracci di sventurati. Ma il genere scatena quelle cose che dormono e che noi non vogliamo far svegliare. Vittime e carnefici siamo. Non è che io sia sempre buono o sempre cattivo. Dipende. L'orrore è anche la più potente metafora posta a risposta della domanda:Perchè? Si,ogni tanto capita da queste parti che uno prenda e compi una strage. Vengono scoperti delitti atroci,violenze inaudite,giovani vite distrutte. Perchè?Il genere ci rassicura: sono demoni ,altro di noi.Balle, potremmo essere la vittima legata in cantina,come quello che lega. Potremmo.
Questo libro a mio avviso è certamente una grandiosa,potente,forte ,meravigliosa ,ghost story e tra le migliori sulle case maledette,ma non è solo questo. Ci dice tanto, tantissimo sulle persone, le relazioni, la tristissima condizione di vivere Nudi la propria vita
Per nudi intendo senza ipocrisie, senza la forza dell'auto controllo,senza la mediocrità che è la migliore medicina per vivere.
E così arriviamo a Eleonor. Dolce,amabile, Eleonor Vance. La cosa che mi ha spaventato e fatto male non è tanto la parte sui fantasmi, sul mistero di quelle presenza,ma le ultime pagine quando Nelly si lascia andare a fantasie su Theodora e Luke, quando sola e senza difese si abbandona a sogni di convivenza con l'altra donna e delira teneramente su di una vita comune impossibile. Fa male, malissimo, quando ti crei un mondo con un'altra persona e quella non ti vuole. Non so di chi sia la colpa, non lo so. Però fa malissimo. Alcuni si chiudono in sè, si esercitano a vivere una solitudine che prima o poi diventa abitudine, certo a volte prepotente torna la voglia di amare qualcuno e non parlo di rapporti di coppia ,ma anche di un'amicizia ,di avere una buona amica e buon amico. Attimi tremendi, poi ci si riprende e si continua a vivere. Anche con una forza che molte persone fortunate non avranno mai. Non sapranno mai cosa significhi guadagnarsi ogni piccolo saluto,curare un rapporto con serietà e paura di vederselo scappare come sabbia tra le dita, perchè noi che possiamo dare? Che vita abbiamo vissuto? Abbiamo vissuto ? Eleonor è questo. E le ultime pagine, quando a piedi nel sentiero fantastica su Luke e Theodora che camminando dietro lei ,la stanno pensando...Per me sono durissime. Si,guarda qualsiasi altro uomo ci scivola sopra e anche molte donne suppongo,io no.Mi incazzo, vorrei dire a Eleonor: quei due sono amanti e si stanno appartando e RIDONO DI TE,cretina! Però la comprendo, talora magari anche la derisione e l'umiliazione son pure attestati di interesse no? E insomma io di una storia di fantasmi ho visto una tragica storia di follia e solitudine femminile, in questo caso , e una lucida spietata analisi dei rapporti interpersonali. Chi salviamo di queste persone che si mettono in testa alla cazzo di cane di sfidare cose che nemmeno loro conoscono?Però anche : chi condanniamo?
Una pagina li ami e l'altra li mandi a fanculo. Sono così vivi, umani...E vabbè, vabbè,la pianto..Volete sapere dei fantasmi, no?
Hill House è una lussuosa villa che domina dall'alto di una collina una piccola cittadina americana. Ha fama di essere popolata da oscure presenze e quindi attira l'attenzione di un professore universitario , il quale sogna di avere fama e gloria nell'ambiente pubblicando un libro sul mistero della casa maledetta. L'uomo cerca degli aiutanti. Ne trova alla fine di una lunga ricerca tre :Luke, che sarebbe il padrone di casa anche se ella appartiene alla zia, Theodora, risoluta e forte con apparenti qualità telepatiche, ed Eleonor Vance, la quale da bambina è stata protagonista di un caso di poltergeist.
Una volta giunti nella villa i rapporti tra le persone si faranno complessi e complicati,talora tesi. In particolare tra i tre aiutanti e specialmente tra Theodora, ipocrita e tagliente in alcuni casi , ed Eleonor.
A peggiorar la situazione, oltre ad eventi paranormali, la presenza della moglie del professore e di Arthur un imbecille fascistoide che a me par tanto l'amante della moglie del povero universitario
Sono persone fragili,vanagloriose,odiose, tenere,hanno difetti evidenti e solo sconfitte davanti a loro.La casa come simbolo della crude indifferenza beffarda della vita che ci illude,spaventa,elimina.
Questo è quello che mi ha dato l'opera della Jackson, sono forse solo stupidaggini, sono idee personali e tutto il resto,non importa
Importa solo che voi lo leggiate.

Esistono due versioni cinematografiche:Gli Invasati,scriverò pomeriggio o domani la recensione, è pure un remake orribile che dio ce ne scampi.Il film in bianco e nero di Wise ve lo suggerisco.

mercoledì 3 ottobre 2012

MARTIN EDEN di JACK LONDON.ED .LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA

Mare,mare,non viene mai nessuno a farci compagnia..Non dice così la canzone?Bè, a fanculo la compagnia,il turistume decerebrato da spiaggia.Il mare d'inverno è una benedizione,una assoluta e talora immeritata benedizione.
Fin da bambino,a causa della mia cagionevole salute,avevo l'abitudine di trascorrere con la famiglia un paio di settimane,ma anche una va.., al mare .Dove?Pietra ligure,Loano,Varazze.Amo la liguria.Sono antipatici e già questo me li rende speciali.Io non vado a fare il turista in vacanza,loro non si comportano da gente ospitale,meno male!Insomma due settimane goduriose,dove mi faccio i cazzi miei e mangio davvero benissimo. D'altronde se Piemonte,Veneto,Toscana,sono le regioni verso cui nutro sani sentimenti razzistici,devo dire che la liguria è con il lazio,la sardegna,la basilicata,l'emilia non la romagna,le marche-umbria-una razza una faccia- tra quelle che amo maggiormente.Vivendo in Italia,una non nazione, la regione è il vero e unico stato.Quindi mi reputo anche uno aperto verso gli stranieri!
Insomma ,io a Varazze andavo in libreria,come vado sempre anche qui ,nella mia odiatissima/amatissima Brianza.Così ho preso i classici,perchè la mia modestissima cultura-troppo bassa rispetto a quella che vorrei ottenere,ha bisogno di essi- non può essere abbandonata solo a libri di genere o robe simili.London mi piaceva ,avevo letto ..Sai,quel libro?Il richiamo della foresta.Vedo questo Martin Eden e lo prendo.
Un libro per me diventa un classico non per caso,non per capriccio intellettuale,non a furor di popolo o per ragioni di stato,un libro è un classico per la sua potenza,la sua forza,che spacca il culo a un esercito di passeri kamikaze e ingravida migliaia di passere esuberanti,ecco credo sia questo il segreto da svelare.
Martin Eden, è un capolavoro.Questo lo sappiamo no?Cioè,altrimenti per quale motivo del menga mi metterei a parlare di classicismo,di opera immortale,che supera indenne le barriere del tempo e la morte della cultura ,nel tempo del semplicismo e del "essere genuini",ah diabolici che non siete altro,voi intellettual sempliciotti e popolani,al rogo...ecco dove dovreste finire.

La sua prima comparsa ,il libro,la fece a puntate tra il 1908-anno di nascita del mio mai scordato nonno materno-e il 1909 a puntate su Pacific Monthly,o una roba simile..poi divenne un romanzo unico
La trama?Prendi un ragazzo del popolo,esattamente come l'occhialuto che sta scrivendo ora, il marinaio Martin Eden.Lui vuole diventare uno scrittore,anzi un famoso scrittore,anzi meglio:un famoso intellettuale ben voluto dai salotti dell'alta borghesia colta,dove esporre le sue tesi socialiste e influenzate dal filosofo H.Spencer,dedica il tutto a una idea altissima di Bellezza e sopratutto al suo amore ,la bella Ruth figlia della borghesia capitalistica più importante e rispettata della sua città
In molti come al solito hanno voluto vedere l'autobiografismo dell'autore,dimenticando che uno scrittore potrà scrivere pure su di sè,ma il suo vero compito è scrivere del mondo e qualora non vivesse in una società socialista ,attaccarlo e mostrarlo per quello che è:una ingiusta prigione dove le classi meno abbienti sono schiacciate da quelle capitaliste.Tanto che lo stesso London disse di aver scritto il romanzo,perchè nauseato dalla figura dell'Eroe,e sopratutto-vivaddio,viva quindi Stalin- un attacco all' individualismo. Il romanzo infatti è pieno di critiche al capitalismo e alle sue devianze.Attraverso la figura tragica di un proletario che fa di tutto,con grandissimo impegno ,per arrivare ai livelli della famiglia di Ruth.
Il romanzo infatti è una spietata e durissima riflessione sul come si crea un mito,sulla solitudine di una persona sensibile,sul duro lavoro che forse ti darà un breve successo,ma che ti viene rovinato dai professionisti dell'industria culturale,sulla lotta tra classi,visto che Martin viene portato nella casa della famiglia della sua amata perchè ha salvato la vita ,in una rissa,al fratello della ragazza.Per ringraziarlo e per mostrarlo ai suoi,curiosità dei ricchi nei confronti del popolo,lo invita a cena.Martin si innamora della ragazza e decide di diventare scrittore,perchè confonde l'ipocrisia dei ricchi con un senso di amicizia.Sarà deriso da tutti,patirà la fame,ma poi riconquistata Ruth ottiene fama e successo grazie a un libro.Vedrà come la gente cambia quando uno diventa famoso e questo lo porterà a riflessioni amarissime e a un finale a suo modo commovente e amarissimo
Il libro mi è talmente piaciuto che in un giorno e mezzo l'ho finito e vissuto.Perchè,questo si fa:i libri si vivono!Mi riconosco nel personaggio del ragazzo della piccola borghesia,l'amore per la scrittura  e la devozione per quelli che "sanno",la voglia di imparare,di elevarsi,tuttavia il libro mostra chiaramente come questi ambienti siano parassitari.Gente che potrebbe permettersi aperture filosofiche e mentali ,grazie alla possibilità di istruirsi sono un branco di stupidi cialtroni,vittime del danaro,infelici arroganti.Non fanno pietà i borghesi di questo stampo,ma schifo.L'arte non è un mezzo salvifico,ella è prigioniera dell'economia e lo scrittore della fama.Meritata o no,diventa un simbolo di quel sistema che tanto si vuol superare.Oggetto sbattuto tra l'immaginario incolto popolare,la citazione d'obbligo e falsa degli acculturati,e la mera capacità di vendita.Martin con le sue bassezze,debolezze,la sua infinita fiducia nell'arte e nella cultura è destinato a soccombere contro la prepotenza del capitale,dell'ipocrisia di classe che mina anche l'amore.Libro che dopo cento anni ancora risulta potente e importante.Non me lo farei mancare!