Da bambini, quasi tutti noi, abbiamo giocato alla guerra. O ricevuto armi giocattolo in regalo. Solo negli ultimi trenta anni, o poco più, in parte si è messo in discussione questo tipo di doni. Fatto sta i bambini in un modo o in un altro sono portati a far bande, a inventare avventure belliche, almeno fino a quelli della mia generazione
I bambocci cazzola attuali li conosco troppo poco, forse dirottano l'aggressività tipicamente maschile verso altro tipo di gioco, comunque sempre molto legato "alla lotta". "alla guerra"
Non so da cosa derivi tutto questo, forse è un ricordo antichissimo e comune, legato agli albori del genere umano, quando gli uomini riunitosi in gruppo andavano a caccia, o far razzie. Forse è la predisposizione all'agire, al dinamismo, alla fisicità e concretezza di ogni atto, che spinge i bimbi a far questo tipo di gioco. Spesso è dovuto ai genitori, i quali hanno il dovere di educare i figlioli, ognuno sceglie il metodo che ritiene più giusto.
Comunque se i bambini non avessero mai giocato alla guerra, non avremmo avuto un grande romanzo, in apparenza per piccini picciò, ma in realtà indirizzato agli adulti.
Ho letto il libro anni e anni fa, ero ancora un bambino, mi aveva conquistato per l'idea di "azione": la guerra tra bande, l'organizzazione di esse, l'assalto al "fortino", sopratutto la figura del piccolo eroe : Nemecsek. Visto che sono sempre stato malaticcio, che un bimbo nelle mie condizioni, facesse cose splendide per gli altri, nonostante il prezzo finale, ecco mi riempiva di gioia e forza. Almeno questo è il ricordo che ho inventato or ora, per allungare un po' il brodo. Va che è una bellissima tecnica usata da moltissimi scrittori, quando gli chiedono di parlare della loro infanzia.
Tornando al libro, quello che mi ha di nuovo colpito è una certa modernità nella scrittura. Mòlnar mette su pagina dei ragazzini/ bambini più o meno reali. Non sono buoni o vittime degli eventi, ma riproducono in piccolo e nel gioco, il mondo dei grandi e le tante tragedie future ( due guerre mondiali e fascismi vari) come se fosse naturale pensare e metter in scena la guerra.
Elemento che si scatena per un torto che alcuni ragazzi fanno a uno di loro, gli portano via delle palline col quale si sollazzava, per cui vi è anche il tema dell'appartenenza, della difesa di uno che fa parte della nostra banda, ma sopratutto l'idea profonda e forte, assai commovente e non compresa dalla donzelle di tutto il mondo, dell'amicizia virile.
Non è legata al parlarsi per ore dei nostri problemi, non è l'analisi di un fatto che da piccolo diventa universale perché " cosa avrà voluto dire" , ma è legata al tempo fisico passato insieme. A piccoli gesti, al gioco che nei bambini è vita e assoluta serietà. Certo abbiamo il problema che non sappiamo nulla dei nostri amici, peggio non domandiamo, e che la natura seria e profonda del gioco condiziona tutta la nostra vita, per cui una vera maturità forse non arriva mai.
L'apoteosi è la mia generazione, d'altronde da tipi che reputano Goonies, un capolavoro, che ci dobbiamo aspettare?
Eppure, pur coi suoi limiti, l'amicizia virile non è quella cosa cretina e superficiale che molte pensano sia. Lo si vede nel bellissimo finale: quando tutti vanno a render omaggio al piccolo combattente. Ci sono gli amici di sempre, ma anche i bambini contro cui ha combattuto e quelli che , per una incomprensione, l'avevano allontanato dalla Società dello Stucco.
Sono commossi, versano lacrime, e questo noi uomini dovremmo mantenerlo per tutta la vita. La cultura machista dell'uomo che non deve chiedere mai o reprimere i propri sentimenti, per salvaguardare quel falso mito della virilità, combina più casini e cazzate che non piangere quando siamo tristi o commossi. Le lacrime di questi bambini, visto che per tutto il romanzo si sforzano di essere soldati coraggiosi ed efficienti, è quanto di più commovente, toccante e meraviglioso sia mai stato scritto in un libro per l'infanzia.
Un'opera che celebra l'età d'oro dell'immaginazione e del coraggio assoluto, dove fatti piccoli e insignificanti valgono l'onore e il rispetto, tempi in cui tutto è fondamentale, importante. E che si conclude, spiegando ai bambini che la vita è fatta anche di cose negative, di malinconie che scavano dentro il cuore, di lotte che si sgonfiano e scompaiono sotto la disillusione dell'età adulta.
Due mondi, quello dei bambini e degli adulti, che non si incontrano quasi mai- in questo libro i personaggi dei grandi sono puramente funzionali alla trama, non hanno un vero ruolo educativo e non aiutano i ragazzini a maturare o scoprire qualcosa di fondamentale per la loro vita futura- se non nell'ideologia della guerra. Perché Mòlnar, dopotutto ha scritto proprio questo: un romanzo assolutamente anti militarista, anzi meglio ancora: un romanzo pacifista che mostra l'insensatezza delle guerre, quelle vere fatte dagli adulti. Sacrificare migliaia di vite per una patria o ideale che poi mutano e lasciano soli i pochi sopravvissuti.
Ecco, rileggendo diversi libri per l'infanzia di inizio 900, e anche quelli di quaranta anni fa, balza all'occhio quanto, questo tipo di narrativa, fosse avanti e profonda: in questi romanzi si parla di vita, amore, ma anche morte e dolore. Senza addolcire nulla. Oggi quelli anti retorici e trattenuti, non amerebbero che si spendano dieci pagine per descrivere l'agonia di un bimbo, il povero Cipì volerebbe in cieli azzurri senza conoscere la fine amarissima della sua amica Margherita ( quanto ho pianto, dannato Cipì!) non che la violenza o morte sia assente, ma forse è un po' filtrata, una parte di uno show. Non so, è una mia idea anche molto vaga, però mi par di aver visto in giro pochissimi libri di formazione per bambini.
Se così non fosse chiedo venia.
Questo libro, però, lo leggerei ai miei figlioli. C'è tanta azione e dei messaggi educativi davvero importanti. Anzi, fatevi un bel regalo: rileggetelo
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venerdì 17 febbraio 2017
venerdì 13 settembre 2013
SORGO ROSSO di MO YAN
All'inizio c'è il cinema.. Avevo appena visto LANTERNE ROSSE, di Zhang Yimou, ero rimasto stregato da quelle atmosfere,dalla storia,cominciavo ad innamorarmi della Cina.
Tanto che la passione per questa terra e la sua storia è pari solo a quella per l'Unione Sovietica e la Russia.
Un mondo lontano con tradizioni e usanze diverse dalle nostre, che non mi sento di giudicare nettamente nè in negativo , nè in pessimo,ma prendo atto di quanto ci viene detto con la giusta sospensione di credulità,visto che la nostra propaganda, confusa con l'informazione, da sempre è ipocrita e meschina con tutti quelli che non son alleati del nostro capitalismo
Mo Yan è uno scrittore molto stimato e apprezzato, ha lavorato a lungo in Cina con una funzione governativa di curatore della cultura nelle forze armate, o una cosa simile.. Quindi non è il solito dissidente che vorrebbe il suo paese sotto controllo occidentale o con un nuovo imperatore. Vincitore del nobel per la letteratura ,con questo romanzo ha scritto un poema epico di battaglie,amore,morte,violenza.

Il sorgo è una specie di grano che serve per fare un vino quanto pare assai amato da quelle parti, è in un piccolo villaggio assistiamo alla storia di alcuni personaggi destinati a una terribile fine o alla gloria.
C'è la giovane Dai Fenliang figlia di piccoli e modesti artigiani è costretta dai genitori a sposare il figlio lebbroso di un ricco possidente
Diventerà prima amante e poi moglie di Yu Zhan'ao. Personaggio epico : brigante,assassino, (uccide il lebbroso e il padre di lui),eroe di guerra, ostacolo o prezioso alleato per le truppe sia nazionaliste che comuniste. Intorno a questi due personaggi la storia di un'epoca e sopratutto la rappresentazione dell'Epica Romantica e Furiosa di una Nazione, un Popolo che resiste e lotta con coraggio per allontanare lo straniero invasore, ( i giapponesi vengono descritti saggiamente e giustamente come dei bastardi sadici),e per equilibrare lo scontro interno tra la gloriosa Ottava Armata dei comunisti,mal equipaggiati male ma coraggiosi ,eroici, leali combattenti e quella fetida dei nazionalisti.
Nel mezzo disgrazie famigliari,lancinanti amori, la vita dei contadini, bande di cani rabbiosi.

Lo stile di Mo Yan è quello del grande narratore popolare, ma non popolano o peggio popolan-chic. C'è gusto e attenzione per la fluidità del narrato,ma mai a discapito dell'attenzione per i personaggi e le loro dinamiche con il contesto storico o la realtà in cui vivono. C'è anche la descrizione di un tempo antico che si rimpiange contro il modernismo attuale.
Una volta cominciato non riesci più liberartene e ti ritrovi così dentro la guerra e la passione dei protagonisti.
Un'opera di enorme spessore,indimenticabile
Tanto che la passione per questa terra e la sua storia è pari solo a quella per l'Unione Sovietica e la Russia.
Un mondo lontano con tradizioni e usanze diverse dalle nostre, che non mi sento di giudicare nettamente nè in negativo , nè in pessimo,ma prendo atto di quanto ci viene detto con la giusta sospensione di credulità,visto che la nostra propaganda, confusa con l'informazione, da sempre è ipocrita e meschina con tutti quelli che non son alleati del nostro capitalismo
Mo Yan è uno scrittore molto stimato e apprezzato, ha lavorato a lungo in Cina con una funzione governativa di curatore della cultura nelle forze armate, o una cosa simile.. Quindi non è il solito dissidente che vorrebbe il suo paese sotto controllo occidentale o con un nuovo imperatore. Vincitore del nobel per la letteratura ,con questo romanzo ha scritto un poema epico di battaglie,amore,morte,violenza.
Il sorgo è una specie di grano che serve per fare un vino quanto pare assai amato da quelle parti, è in un piccolo villaggio assistiamo alla storia di alcuni personaggi destinati a una terribile fine o alla gloria.
C'è la giovane Dai Fenliang figlia di piccoli e modesti artigiani è costretta dai genitori a sposare il figlio lebbroso di un ricco possidente
Diventerà prima amante e poi moglie di Yu Zhan'ao. Personaggio epico : brigante,assassino, (uccide il lebbroso e il padre di lui),eroe di guerra, ostacolo o prezioso alleato per le truppe sia nazionaliste che comuniste. Intorno a questi due personaggi la storia di un'epoca e sopratutto la rappresentazione dell'Epica Romantica e Furiosa di una Nazione, un Popolo che resiste e lotta con coraggio per allontanare lo straniero invasore, ( i giapponesi vengono descritti saggiamente e giustamente come dei bastardi sadici),e per equilibrare lo scontro interno tra la gloriosa Ottava Armata dei comunisti,mal equipaggiati male ma coraggiosi ,eroici, leali combattenti e quella fetida dei nazionalisti.
Nel mezzo disgrazie famigliari,lancinanti amori, la vita dei contadini, bande di cani rabbiosi.
Lo stile di Mo Yan è quello del grande narratore popolare, ma non popolano o peggio popolan-chic. C'è gusto e attenzione per la fluidità del narrato,ma mai a discapito dell'attenzione per i personaggi e le loro dinamiche con il contesto storico o la realtà in cui vivono. C'è anche la descrizione di un tempo antico che si rimpiange contro il modernismo attuale.
Una volta cominciato non riesci più liberartene e ti ritrovi così dentro la guerra e la passione dei protagonisti.
Un'opera di enorme spessore,indimenticabile
martedì 9 aprile 2013
LA FRECCIA VERDE di GIANFRANCO MANFREDI
Fuori la vita è sempre la stessa,la pioggia pigra bagna tergicristalli,asfalto,una soffusa malinconia porta a spasso i miei pensieri annoiati e niente altro. Si discute del governo ancora incerto, del complotto presunto contro l'inter,si parla della morte della Thatcer e del mio sostegno totale ai minatori .Ci sono tante storie che mi girano in testa, sai che questa è la classica malattia dei mestieranti della parole. Per non dire dei mediocri.
La vita scorre e cosa serve per fermarla un attimo?Un buon libro.Perchè quello che per molti è tempo sprecato ,a mio avviso è il momento di massimo godimento dell'esistenza. Perchè leggendo pensi. Non che ne abbia bisogno, io penso troppe e alla cazzo di cane. Mi faccio tanti di quei film, e paranoie..Non hai idea, comunque, dicevo: leggere!
Solitamente saggi politici, ma perchè rifiutare la buona narrativa quando ha molte cose da dire e da dare. Si, lo so: il romanzo è morto. Dicono tutti così, forse è vero. Evidentemente mi è capitato tra le mani un non morto, un ritornante, e son felice che abbia morso e contaminato la mia fantasia. Si ho pure sognato di correre nella foresta con Bidu....
eccola! Va che guerriera e al mio fianco ,a far fuori gli uomini malvagi di Bewic , il gigante Silenzio
Si,mi sa che se dovessi mai girare un film di questo libro molto probabilmente ne verrebbe fuori una tamarrata pazzesca visto che per me Edwin è lui
Però il libro in questione non è per niente una tamarrata,anzi è una straordinaria operazione letteraria,il tentativo riuscitissimo di ricollegarsi ai grandi nomi della letteratura inglese legata ai cavalieri ,conti,duelli,nobili ambiziosi e crudeli,regine perfide ed eroi.
Non vorrei offendere lo scrittore , Gianfranco Manfredi, ma è una sorta di rielaborazione delle opere di Walter Scott nei tempi dominati da Il Trono di Spade. Il tutto con una grande attenzione per l'ambientazione, la Storia, le tradizioni ed usanze e la psicologia dei personaggi. Sono tutti ben descritti, nessuno viene licenziato frettolosamente,ma per ogni singolo personaggio,anche il meno importante, vi è un minimo di umanità,qualcosa che lo rende "vivo". Questo è un dono che hanno i veri scrittori,eh! E infatti qui stiamo leggendo un libro come non mi capitava da anni.
Un libro di avventure classico,con tutti gli elementi ben dosati. Guarda era da tempo che un libro italiano ,al di fuori della saggistica, non mi conquistava, non suscitava quel minimo di interessa anche al di fuori dei soliti nomi legati ai bei tempi andati.
Ambientato sul finire della guerra inglese - spagnola, nel anno di grazia 1588 , sotto il regno di Elisabetta, (quella che fece tagliare la testa a Maria Stuarda), è la storia di Sir Edwin Barley, un nobile squattrinato,dissoluto,irresponsabile,donnaiolo impertinente,baro al gioco delle carte, ( con la quale peraltro farà una piccola fortuna ),abile negli affari e intrallazzi,si vede quasi costretto a partecipare alla guerra giusto per poter dar un minimo di gloria alla casata e al padre. Così parte con un amico fidato: Silenzio. Un gigante possente,fortissimo,che non parla mai- e chiaro..se no cosa cazzo lo chiamano a fare Silenzio?-
Nondimeno questa avventura non porterà molta fama e gloria,come sperato. Ci sono pagine molto forti come quelle dedicate a un veliero spagnolo e al suo equipaggio decimato dalla malattia e dalla crudeltà dei nemici. Questa è la prima parte del romanzo. Poi a guerra ultimata il "prode" nobile tornando a casa scopre che suo padre ha sposato una donna perfida,manipolatrice,ambiziosa e crudele:Grace
eccola!
Lei ha deciso di trasformare le terre in pascoli per le pecore e , usando avanzi da forca, porta morte e terrore tra i contadini e il popolo. A farne le spese anche l'uomo che da tempo si occupava di Silenzio.
E che lui considerava come un padre. Nel frattempo abbiamo anche una bellissima scena di CBT,andate su wiki e cercate nelle voci correlate al bdsm eh., dove a farne le spese è il povero Edwin per mano di Lady Grace. Tutte queste cose non dispongono l'animo dei due amici e infatti uccideranno gli sgherri della perfida donna.
Quindi a loro non resta che scappare nei boschi dove vengono accolti da Monk, (non il jazzista), e dalla sua comunità. Una sorta di Kolchoz, posto libero dove la gente vive liberamente. Vi è anche un bel discorso sulla libertà delle scelte femminili che sicuramente piacerà le lettrici .
Edwin piano piano si troverà costretto a prendere posizione e difendere quella parte di Inghilterra dal pericolo della matrigna. Tanto che dovrà organizzare una sorta di esercito unendo le tribù della foresta contro i soldati che un conte malandrino ha messo a disposizione della bella Grace..
Queste pagine di battaglia hanno il sapore del sangue,del metallo,del fango,della gloria e della disfatta. Pare di essere in mezzo alla pugna ,circondato dagli eroici Scoiattoli,prendendo a mazzate la soldataglia,e il fetente Bewick che è lui
Non mancano anche momenti strazianti,sapientemente descritti senza scadere nel melodramma più grossolano,come la morte del povero Frank per mano del bastardissimo Bewick.
Il romanzo , come scrivevo a inizio articolo, ha il suo punto di forza nei personaggi. Non solo per la bravura del autore di descrivere a fondo la personalità di ciascun di essi,ma anche per il cambiamento,l'evolversi. Grace ad esempio,ci viene descritta come la classica cattiva e poi sul finale dimostra una certa fierezza e intelligenza,quasi una vittima delle sue ambizioni,anche se non diventa stucchevolmente buona eh!
Un libro quindi da acquistare sia nel formato tradizionale o nel più sbarazzino e fashion formato e book. Davvero la grande narrativa inglese dei Walter Scott, l'avventura mozzafiato,l'epica cavalleresca,amori e tradimenti, cioè Il Romanzo Popolare nella sua forma migliore.
GIANFRANCO MANFREDI
Quel che si suol dire personaggio poliedrico: cantautore,(http://www.youtube.com/watch?v=dxyZd6kHMgU), sceneggiatore,scrittore e Autore di alcune tra le migliori storie a fumetti del panorama italiano, e lo dico io che notoriamente non capisco un cazzo di fumetto, ma ne so di storia e politica e lui è tra i pochissimi in Italia e nella cultura massificata dello spettacolo occidentale ad ambientare le gesta dei suoi eroi in periodi storici ben precisi: Magico Vento l'indiano , Ugo il giovane italiano nella Cina colonizzata ai tempi della rivolta dei boxer,Volto Nascosto sono tutti eroi migliori delle tonellate di calza magliati male al servizio dell'imperialismo e colonialismo culturale yankee.
Volete le notizie biografiche eh?Certo perchè altrimenti come potreste dormire tranquilli? Mah...sapete mi par di entrare nei territori del "ricordiamolo così" o a Futura Memoria,sappiate che si è laureato all'Università statale:filosofia.
Decisamente attivo politicamente dentro il Movimento ,orientato verso le istanze Anarco.situazioniste,autonomia operaia,la sinistra radicale libertaria.Questo come fai a saperlo,a parte aver letto wikipedia,perchè ho i suoi dischi in particolare mi riferisco a Ma non è una malattia e quello che reputo il suo capolavoro assoluto cioè Zombi di tutto il mondo unitevi,manifesto della disgregazione del sogno rivoluzionario minato dall'inarrestabile ascesa del riflusso, avrei una mia idea precisa in riguardo ma noi stalinisti non siamo molto ambiti come opinionisti,quindi...Però questi due lavori meritano moltissimo.In particolare i primi 4 brani per entrambi i lavori,perchè poi in alcuni casi, per me e per quel che vale la mia opinione c'è fin troppa ironia.
Collabora con grandi della nostra scena musicale, come ad esempio Ricky Gianco. Potrei parlare per ore dei bellissimi dischi composti negli anni 70 da Gianco e Manfredi,ma per quello vi rimando al mio blog musicale
Non rammentavo che come Modugno,Tortora,e anche Cicciolina,si fosse candidato nel Partito Radicale. Mentre lo rimembro assai bene protagonista di un film abbastanza mediocre ,ma al fianco di Natassjia Kinski: In Camera Mia.
Ha lavorato con Samperi ,come sceneggiatore e attore in quel film assurdo,sgangherato,folle che è :Liquirizia, (dolce e amara scendi giù...rammento anche la canzone maddo!). Specializzandosi in commedie.Almeno quelle che ho visto io,erano commedie eh
A essere sincero credo che nel cinema la stella di Manfredi non brilli molto,al contrario come cantautore e scrittore tanto di cappello e standing ovation.
Non dimentichiamo la sua presenza nel Re Nudo cioè quel tentativo riuscito di fare e produrre musica sicuramente non legata al tradizionalismo canzonettaro,al ruolo conformista del cantante,tipica espressione artistica di anni che comunque nel bene e nel male sono stati i migliori delle nostra debole democrazia.
Al Re Nudo trovavi gente come Manfredi,Gianco,Ricordi,e tanti altri. Era una bandiera della contro cultura di quei tempi.
Non solo romanzi ,ma anche saggi musicali su Battisti,Jannacci,Celentano...
Voglio essere sincero,questo è il primo romanzo che leggo,ora ho da richiedere Ho Freddo romanzo che affronta il tema del vampirismo e Magia Rossa.
Che dire infine?Comprate LA FRECCIA VERDE,vale la pena !
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